26 agosto 2016
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Ossigeno terapia con i concentratori di ossigeno

concentratore di ossigenoL’ossigenoterapia è un trattamento medico che aumenta l’ossigenazione dei tessuti ed è particolarmente indicato, quando non indispensabile, nel trattamento di pazienti affetti da una insufficienza respiratoria cronica o acuta; essa può essere attuata attraverso vari sistemi di erogazione, con bombole di ossigeno liquido o pressurizzato, ma da qualche tempo è sempre più diffuso l’impiego del concentratore di ossigeno.

I concentratori di ossigeno, rispetto agli altri metodi di supplementazione d’ossigeno, assicurano alcuni vantaggi a fronte di pochi elementi negativi, andiamo a scoprire le loro caratteristiche e metodi d’impiego.

Che cos’è un concentratore di ossigeno

Il concentratore di ossigeno è una macchina per ossigeno terapia in grado di concentrare l’ossigeno dall’aria per poi fornire aria arricchita di ossigeno in percentuali che possono variare generalmente fra 90-95% e comunque non scendono mai sotto la soglia dell’82% e sono dotati di allarme nel caso si scenda sotto a tale soglia.
Le normative di legge prevedono un margine di tolleranza corrispondente al ± 3%, ecco quindi che i concentratori di ossigeno non possono essere impiegati in situazioni in cui è necessario ossigeno medicale al 99,5% e oltre.
I concentratori di ossigeno sono impiegati in varie applicazioni sanitarie e rispetto all’uso di ossigeno pressurizzato o liquido presentano alcuni vantaggi quali la semplicità d’impiego, risparmio sul prezzo, minore peso e ingombro e assenza di pericoli legati alla possibilità di incendio o scoppio della bombola.
Ai vari modelli fissi con alimentazione tramite rete elettrica si sono ormai aggiunti vari tipi di concentratore di ossigeno portatile che impiegano batterie ricaricabili e che sono in grado di fornire varie tipologie di erogazione, dalla modalità pulsata al flusso intermittente, passando per il flusso a richiesta.

Come funziona un concentratore di ossigeno

La struttura dei concentratori di ossigeno è piuttosto semplice e consiste generalmente in due cilindri che contengono zeolite, un compressore che indirizza l’aria verso i cilindri, un serbatoio in grado di equalizzare la pressione e poche altre componenti.
Tramite una variazione di pressione un’alta percentuale di azoto viene assorbita dalla zeolite, che permette però il passaggio degli altri gas e al termine di questa operazione si ottiene in sostanza ossigeno ad alta concentrazione che viene quindi erogato al paziente con pressione costante grazie a un riduttore.
Pur trattandosi di apparecchi per ossigenoterapia altamente funzionali, spesso trasportabili ed economici non sono in grado di competere con la separazione criogenica e non forniscono quindi ossigeno medicale ad altissime concentrazioni.

A cosa serve un concentratore di ossigeno

L’ossigeno è elemento indispensabile per la nostra vita e per il metabolismo cellulare e quindi una buona ossigenazione è vitale per le funzioni fisiologiche, ecco quindi che l’ossigeno terapia è indicata per un vasto insieme di malattie e condizioni croniche, in particolare per tutti i pazienti che hanno ipossiemia o ipossia.
Si tratta di una terapia ormai impiegata da lungo tempo e trova applicazione all’interno di un gran numero di condizioni sanitarie, dalla polmonite all’asma, dalla fibrosi cistica ai vari disturbi respiratori (apnea) connessi al sonno, dall’insufficienza cardiaca a innumerevoli malattie croniche.
Ultimamente però l’ossigenoterapia, impiegata tramite apparecchi sotto supervisione medica, ha trovato anche nuovi sbocchi in campo estetico con applicazioni sulla pelle del corpo e del viso in grado di rallentare l’invecchiamento della pelle e aiutare nella soluzione di problemi quali l’acne.
Fra gli effetti benefici dell’ossigenoterapia vi sono un aumento dell’aspettativa e della qualità di vita in molti pazienti, diminuzione della dispnea, maggiori capacità motorie e funzionali, un aumento della qualità del ciclo del sonno e un progressivo calo del senso di affaticamento.

Quanto costa un concentratore di ossigeno

Il prezzo dei concentratori di ossigeno varia in modo importante a seconda dei vari modelli e tipi di prestazioni fornite e si può passare da un costo inferiore a mille euro per alcuni concentratori fissi a un prezzo che supera i quattromila euro nei concentratori di ossigeno portatili.
Oltre ai dati tecnici quali la concentrazione e la modalità di erogazione bisogna tenere conto, al momento dell’acquisto di un concentratore di ossigeno, della presenza o meno di batterie ricaricabili in quanto i concentratori statici e privi di batteria hanno il grande svantaggio di non poter essere impiegati in caso di blackout o impossibilità di collegarsi alla rete.
Ecco quindi che, nel caso si scelga un concentratore di ossigeno privo di batterie, bisognerà poi pensare all’eventuale costo di una bombola d’emergenza per i momenti in cui manca la corrente elettrica.
Per un paziente che non ha bisogno di trattamenti intensivi o di una terapia continuativa può essere adatto un modello più economico e fisso, per chi invece ha l’esigenza della sicurezza di una erogazione continua e della possibilità di muoversi con un macchinario per ossigenoterapia poco ingombrante, leggero e trasportabile ecco che la scelta dovrà indirizzarsi verso un concentratore d’ossigeno portatile che, a fronte di un costo più elevato, offrirà però una gamma di prestazioni ben più ampia, in grado di coprire ogni emergenza.

I migliori modelli di concentratori di ossigeno

Molti marchi propongono sul mercato vari modelli di concentratori di ossigeno e non è sempre facile individuare il migliore rapporto qualità prezzo, proprio per via del fatto che ci sono molte variabili coinvolte, dalla concentrazione di ossigeno fornita al peso, dal rumore generato alla presenza o meno di batterie, dalle dimensioni alla capacità di litri per minuto.
Philips è una delle aziende leader nel settore e propone soluzioni molto interessanti in entrambi i campi: il suo concentratore d’ossigeno portatile EverGo, così come il concentratore stazionario Respironics EverFlo sono esempi di eccellenza nel settore, esistono però anche altre marche che raggiungono analoghi standard di qualità e si possono trovare su Amazon a prezzi competitivi; noi di Wellness Corner abbiamo identificato un modello fisso e uno portatile che accoppiano prestazioni elevate a un prezzo, per quanto possibile nel campo, contenuto.
Il concentratore di ossigeno OXY-Relief è un apparecchio stazionario che una portata regolabile fra 0,125 a 5 l/min, dimensioni ridotte (38 x 34 x 66), peso adatto a un modello statico (25 kg), concentrazione di O2 pari al 93% e manutenzione ridotta che prevede una sostituzione, due volte all’anno, del filtro antibatterico e una semplice pulizia settimanale del filtro di ingresso.
Copre i casi meno gravi di pazienti con insufficienza respiratoria, sostituisce l’esigenza di bombole di ossigeno gassoso e, oltre a essere dotato di garanzia di 3 anni, ha anche tre diversi allarmi (alimentazione, pressione e concentrazione di ossigeno) per ogni tipo di evenienza.
Un ottimo modello di concentratore di ossigeno portatile è invece l’Inogen One G2, progettato per coprire ogni tipo di esigenza di mobilità (ed è quindi adatto sia per un uso casalingo che per le quotidiane uscite di casa o in caso di viaggio).
Dotato di tecnologia a onda pulsata che permette al paziente una ginnastica riabilitativa del meccanismo del respiro, l’Inogen One G2 pesa appena 2,6 kg senza batteria, le batterie sono fornite in modelli da quattro od otto ore, è in grado di generare un livello di flusso variabile fra uno e sei litri al minuto, può essere alimentato sia via AC che per DC, ha bisogno di una manutenzione minima nel cambio periodico del filtro, ha due anni di garanzia, produce poco rumore (analogo a quello di un frigorifero a riposo), è dotato di allarmi e, infine, ha dimensioni davvero ridotte: 27 x 24 x 10 cm.

Vantaggi dei concentratore di ossigeno

Come detto, i concentratori di ossigeno presentano alcuni vantaggi rispetto ad altri metodi, a fronte di svantaggi ridotti.
L’impiego di bombole a ossigeno liquido o gassoso, oltre a essere costoso, presenta problemi di approvvigionamento con forniture che talvolta richiedono anche una settimana di tempo per essere processate, senza contare il pericolo di esplosioni o incendi a causa delle stesse, mentre il concentratore di ossigeno non è pericoloso, è molto più maneggevole e pratico da usare, richiede manutenzione minima e assicura un notevole risparmio.
A fronte di questi vantaggi è opportuno sottolineare che i concentratori di ossigeno non possono coprire le esigenze del paziente che ha bisogno di concentrazioni superiori al 95%.

Uso scorretto del concentratore di ossigeno

In ogni caso, durante un impiego dell’ossigeno in ambiente casalingo e non sorvegliato bisogna sempre tenere a mente alcune regole mediche di base: non bisogna mai modificare la quantità o flusso di ossigeno senza prima consultare il vostro medico, occorre comunque fare frequenti check up e bisogna stare attenti a vari sintomi che possono essere spia di un uso non corretto del concentratore di ossigeno.
Sensazioni quali una generale secchezza delle mucose nasali, sangue dal naso, senso di fatica ed emicrania, respiro corto o comunque con ritmo diverso dal solito, catarro, febbre, dita o labbra bluastre o uno stato confusionale sono possibili e caratteristici sintomi di un uso scorretto del concentratore di ossigeno ed è importante consultare immediatamente del personale medico nel caso insorga uno o più di questi sintomi, così come è opportuno far compiere una manutenzione occasionale e straordinaria del macchinario a personale specializzato.

Concentratori di ossigeno consigliati

Ora che abbiamo un quadro completo di quali cose sono da sapere nella scelta di un concentratore di ossigeno, ecco i nostri tre modelli consigliati, acquistabili online a ottimi prezzi.




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